UNA NUOVA ATTRAZIONE TURISTICA AL FORO ROMANO
Nel Foro Romano, di fronte alla Curia, antico Senato di Roma, dopo essere rimasto coperto da una gabbia di ferro e cemento per più di cinquant’anni, il Lapis Niger è finalmente di nuovo visibile.
Si tratta di un misteriosa area sotterranea lungo la Via Sacra, coperta da una lastra di marmo nero, individuata come il luogo dove Romolo, il primo Re di Roma, secondo la tradizione fu colpito da un fulmine e da cui ascese al cielo, o forse il suo sepolcro, oppure ancora, secondo altre fonti storiche, egli fu assassinato dai Senatori che mal sopportavano la sua politica autoritaria.
I primi scavi furono eseguiti nel 1899 a cura dell’archeologo Giacomo Boni, che riportò alla luce un santuario arcaico composto da un altare, affiancato da due basi di statue che suggerivano la presenza di due leoni sdraiati, vicino ad una stele tronca sulla quale è impressa la più antica iscrizione Latina scoperta finora.
L’iscrizione, parzialmente decifrata, maledice chiunque osi calpestare o contaminare l’area: “chiunque violi questo luogo sarà condannato alle divinità infernali”
Scendere quei pochi scalini ed entrare nella buia atmosfera sotto la pietra nera è sempre stato il sogno di ogni archeologo, un’emozione che ogni studioso dei segreti di Roma vorrebbe provare almeno una volta.
Lo scorso Novembre, il prof. Angelo Bottini, della Soprintendenza Archeologica di Roma, ha spiegato che le infiltrazioni delle acque piovane avevano talmente deteriorato la vecchia copertura degli anni ‘50, da renderne necessaria la rimozione. E’ stata così eretta una copertura di tela che riproduce, grazie al laser-scanner, l’area sotterranea, circondata da pannelli trasparenti, così che gli archeologi possano lavorare mentre i visitatori guardano.
Questi lavori fanno parte di un più grande progetto volto a migliorare le aree archeologiche della Capitale.
Lorenza Faraone































